British Tour … a giro fra Regno Unito ed Irlanda …

Premessa

La mia passione inglese? Nata a meta’ anni ’80, con TMC ed uno splendido programma TV con gli highlights dell’allora Division One, con i servizi preceduti da una carta geografica dove comparivano Highbury, Goodison Park, The Dell e The Den (e quanta confusione facevo fra gli ultimi 2 stadi!). Passione legata alla prospettiva di un calcio diverso, di quelle curve piene di tifosi, e di quel mistero che solo parzialmente il Guerin Sportivo ( e poi Match e Shoot) svelavano su quel mondo. Nel mio piccolo era contento che quel mondo mi appartenesse e gli altri che mi stavano accanto potevano solo immaginare quello che gli raccontavo. La maglia del Celtic CR Smith, le squadrette di subbuteo rigorosamente britanniche, ma anche purtroppo l’Heysel e Sheffield, e quella mania per le Attendance, le statistiche sugli spettatori, quel 10.315 oppure 43.318 tanto diversi dai circa 40.000 oppure oltre 20.000 di italica quotidianita’.

Non vorrei pero’ ingannar nessuno, son italiano dentro e fuori, il cuore pulsa per l’AC Prato 1908, e al massimo simpatizzo Inghilterra (“Gareth Southgate, All England is with you!”)  quando l’Italia esce dalle competizioni. Questo per raccontarvi delle mie 4 volte nella terra del calcio (“Football Come Home” slogan degli Europei 96) e cercando di farvi vivere emozioni e curiosita’ che ancora mi fanno sorridere…

 

Agosto 1996

E’ fatta! Rinuncio dopo 22 anni della mia vita al mare, e’ pronto lo sbarco su London  Stanstead! Si vola AIR UK da Firenze, per andare son per modo “costretto” a portarmi dietro fratello e rispettivo amico, Stefano e Daniele, comunque rispettosi e partecipanti dei tanti giri londinesi. La colonna sonora di quell’estate e’ “Don’t Look Back in Anger” degli Oasis, che in 2 mega concerti a Knebwoth Park durante la nostra permanenza smuoveranno 250.000 persone (che occasione persa, diventarono e sono ancora i miei preferiti…)

Fermata “Russell Square”: diventera’ la tappa quotidiana del nostro girovagare. La metropolitana, comunemente The Tube, e’ nostra alleata nel raggiungere i piu’ disparati posti, sia la libreria culto degli sportivi, SportPages, sia disparati negozietti come Football World, nati prima dell’Europeo. L’aria londinese e’ cosi strana, difficile far provare sensazioni a chi non c’e’ mai stato (a proposito… andateci!)

La prima tappa e’ ad Highbury, solerti funzionari ci permettono di dare una sbirciatina dall’entrata della North Bank. Troppo poco, ma so’ che in qualche modo devo vederci una partita!

Nei giorni successivi ci attende The Empire Stadium, piu’ comunemente Wembley: usciti dalla metropolitana le 2 torri (ormai solo un ricordo) sono li davanti a noi, in quel viale immenso. Avvicinandosi fantastichiamo su cosa significa aver anche solo visto una partita li’, e pensare anche solo ad una Sampdoria od un Parma che li c’erano stati solo pochi anni prima, con alterne fortune… Lo stadio piu’ famoso? Piu’ romantico? Non so’, fate voi…. Entriamo in uno shop a dir poco brutto, con poca roba in vendita, 2 cartoline, 4 penne e qualche ricordino. Meglio entrare. Il Tour (molti italiani ovviamente..) inizia con la ricostruzione del gol fantasma della finale mondiale 1966. Con spirito di lealta’(!) premo un centinaio di volte il tasto corrispondente al non era entrata, nell’ilarita’ generale. Seppur gia’ abbastanza decadente, il passar sotto le tribune conserva un fascino strano, il fatto poi di entrare sul prato come fanno le squadre, con il famoso Roarrr di Wembley in sottofondo da’ i brividi! Peccato che questo pezzo di storia possa vivere ora solo nei ricordi….

Stamford Bridge e’ il mio esordio, seppur amichevole, per una partita di calcio: c’e’ Chelsea-PSV, ovvero l’esordio di Gianluca Vialli in Inghilterra! Stamford Bridge presenta ancora un’aspetto da lavori in corso, il Chelsea Village nascera’ negli anni a seguire. Prendiamo posto nella East Stand, rimasta praticamente l’unica tribuna inalterata fra il vecchio ed il nuovo. “Fiallllliiiii! Fiallllliiiii!” gridano i tanti giovani presenti, ma il nostro Gianluca non mostra che poco o niente, tutto il contrario di quello che fara’ sia come giocatore che allenatore in questa parte di Londra, tanto chic quanto viva. Ah, dimenticavo… accanto alla East Stand c’e’ un cimitero…

Ci attende il Leyton Orient, con il piccolo Leyton (o Matchroom? Oppure Brisbane Road? ) stadium. Il nostro abbonamento alla metropolitana ci consente di partire dal centro Londra ma lo stadio in questione e’ leggermente fuori zona di competenza, sarebbe dunque dovuto essere integrato da un supplemento. Cosi usciamo, consci e speranzosi del fatto di non trovar nessun controllo. Come non detto! Un’addetto  c’intercetta, facciamo finta di non capire (multa di 10 sterline a testa) e dopo qualche minuto ci manda via, non prima di aver capito parole simili a “Voi italiani sempre gli stessi…” Fatta la nostra bella figura ci addentriamo in un quartiere con tante piccole casette tutte uguali, una accanto all’altra, finche’ la figura dei lampioni ci guida. Lo stadio del Leyton e’ un altro piccolo gioiello, 2 tribune coperte e le 2 end scoperte, essenziale. I custodi ci dicono che l’Orient e’ veramente amato dalla comunita’ locale, seppur militante nelle divisioni inferiori. Tutt’altra cosa da Spurs o Gunners, la realta’ di queste piccole squadre e’ legata ad imprenditori locali, e le vagonate di sterline fatti con il merchandise girano lontano da qui.

Il giorno successivo si passa alla ricerca del Loftus Road. Facile da raggiungere, vicino agli studi della BBC (sorta sulle ceneri del White City stadium, usato anche per le Olimpiadi del 1948), si presenta come nascosto dai tanti palazzi, circondato. In bella vista all’entrata troviamo la foto del famoso “gatto nero” portafortuna del QPR. All’interno ci colpisce la presenza dei 4 piloni d’illuminazione: sono infatti fra i seggiolini! All’uscita passaggio obbligato al club shop, che e’ uno dei piu’ forniti. Come tutte le volte poi curiosiamo sui prezzi dei biglietti, notando che i popolari (ovvero le curve) costano piu’ in Regno Unito rispetto all’Italia, ma c’e’ meno divario fra il piu’ alto e il piu’ basso.

White Hart Lane: anche la casa degli Spurs presenta lavori d’ampliamento. Lo stadio e’ un gioiello, compatto ed impenetrabile: anche qui entriamo all’altezza di un corner, l’erba del campo e’ cosi verde che sembra finta, ma il “Don’t Keep the Grass!” (scritto poi in tutte le lingue salvo la nostra) ci diffida dal far passi in avanti. Sembra quasi strano essere nell’impianto che tante volte ha visto protagonista Lineker…

Craven Cottage: attraversiamo un parco cittadino, costeggiamo il Tamigi, e ops! Eccoci allo stadio del Fulham, e lo troviamo proprio come ce lo immaginavamo. Entriamo dalla parte opposta del Cottage,questo edificio sede del Club situato all’altezza di un angolo. Rapido scrutamento e poi usciamo. Una delle strade che incrocia lo stadio mi e’ poi conosciuta: proprio li abita un tizio conosciuto scambiando cartoline stadio, trovo la casa e provo a suonare… Mister John rimane sbalordito dal ricevere una cosi lontana visita, dopo l’inizio stentato per tale sorpresa mi porta nella Fulham Room: un’ intera stanza di casa sua era totalmente destinata a foto, ritagli di giornale e memorabilia assortite tutte sul Fulham, e passiamo l’intero pomeriggio a sfogliare albums ed a farmi raccontare la sua vita di tifoso a poco piu’ di 100metri dallo stadio della sua vita!

Mi convinco quasi poi che il mio inglese parlato stia raggiungendo un livello davvero alto…

Il 17 agosto mi sveglio ansioso di scegliere la destinazione della mia prima partita di campionato in terra inglese: partono infatti tutti i campionati, la partita piu’ appetitosa e’ il derby Arsenal-West Ham. Dubito di avere la chance di entrare, altre partite, anche di Div.1 nella zona londinese sono sicuramente piu’ alla mia portata, non come prezzo ma come possibilita’ di trovare il mitico ticket. Con italico tempismo mi reco ad Highbury, fortuna (?) vuole che un bagarino d’oltremanica m’intercetti, dopo spiegazioni di rito riesco ad a ottenere quello che cercavo: North Bank Lower Stand, modico prezzo di 30 pounds. Attorno e’ tutto un brulicare continuo di tifosi, bancherelle di programmi, souvenirs, e lo stadio che solo poco prima dell’inizio come da abitudine loro si riempie. Scorgo il Fish & Chips reso famoso da una guida del Guerin Sportivo sulle Capitali del Calcio. Quelle tante cose lette, le foto, i racconti, le partite in TV: tutto sta’ diventando realta’! E io ne faccio parte!

Il mio posto e’ all’estrema sinistra della North Bank, a meta’. Ricordo poco della partita, la mia attenzione era solamente presa dai 38.056 presenti, dal rumore dei seggiolini che sbattevano ogni volta che i tifosi da destra a sinistra e viceversa si alzavano per seguire le azioni salienti. E da Ian Wright che scaldandosi firmava autografi ai tifosi delle prime file. “Un sogno, uno stadio meraviglioso” continuavo a pensare, e lo penso tuttora…

La vacanza volge al termine, un’amico di penna mi aveva promesso un biglietto per Liverpool-Boro ad Anfield, quella dei 3 goals di Ravanelli… Pensando che non me l’avrebbe mai preso non lo chiamai neppure… Al ritorno in Italia trovai una sua lettera in cui mi diceva che mi aspetto’ fino a 30 minuti dall’inizio della partita, senza neanche conoscermi! Mai errore fu piu’ grave… e ad oggi Liverpool non rientra nel mio palmares…

 

Gennaio 1997

Si riparte! Sfrutto un biglietto omaggio aereo AIR UK gentilmente ricevuto per il ritardo di 8 ore del viaggio precedente. Mio fratello e Daniele lo utilizzeranno ad agosto per Edinburgh e Glasgow (inclusa amichevole Celtic – Parma in un Celtic Park in fase di ristrutturazione). Stavolta compagni d’avventura sono Davide & Davide, tifosi del Prato nonche’ appassionati d’Inghilterra.

Scegliamo male il periodo, e’ un freddo pazzesco e l’unica gara di Premier League a cui possiamo assistere e’ a Selhurst Park, per Wimbledon-Derby… Gara classica dei Dons, poco spettacolo, 11.467 presenti con larghissima rappresentanza da Derby. Entriamo nella Holmesdale Road Stand, la curva di casa, piano inferiore, dopo che ci facciamo comprare i biglietti da alcuni ragazzi in quanto settore riservato solo ad associati dei Dons. Uno dei 2 David (l’altro rinuncio’…) si accende una sigaretta, ed in pochi secondi e’ localizzato dagli stewards ed invitato a spengerla! E’ vietato fumare!

“C’mon Dons” cantano i locali. “Che Palle!” e’ il pensiero nostro. Non vediamo l’ora che finisca…

Tralascio di raccontarvi le visite agli stadi gia’ trattati in precedenza.

Si torna a casa anche stavolta, quasi a mani vuote!

 

Dicembre 1998 – Gennaio 1999

Stavolta con una nuova banda decidiamo di trascorrere il capodanno a Londra, esperienza di rara bellezza, semplice e un po’ pigiata… fra la folla a Trafalgar Square. Partenza da Pisa, come la volta prima s’inizia a volare economici con la Ryan Air. Gia’ settimane prima mi ero procurato 5 biglietti per West Ham-Coventry, unica partita non sold out di fine anno. E’ il 28 dicembre. Tutti insieme a scommettere, poi i miei classici incontri con corrispondenti britannici. E’ la volta di Simon, di Colchester, abbonato al West Ham da una vita. Trovandoci ad ora di pranzo… destinazione Pub! Ma nonostante la calma di Simon la voglia di andare ad Upton Park a ritirare i biglietti e’ tanta, e cosi ci dividiamo. Troviamo l’ufficio accrediti, e li una busta con 5 biglietti da 25 pounds per la West Stand. Siamo davvero fra i primi ad entrare, pero’ ci godiamo lo stadio che piano piano cresce. Settore ospiti pieno, 2-0 per il West Ham nel tripudio delle festivita’ natalizie, e 25.562 paganti.

Il giorno dopo mi reco diretto a White Hart Lane: il 2 gennaio c’e’ Spurs-Watford di FA Cup. Fortunatamente trovo il biglietto, bagordi e baldorie a capodanno, e solitario attendo l’esordio in una gara di Coppa d’Inghilterra! A piedi cammino piu’ volte attorno allo stadio, sono nella South Stand, proprio accanto agli ospiti. Stadio ovviamente pieno (saranno 36.022), partita strepitosa, 5-2 per gli Spurs, espulsi, pali, traverse e grandinata! Piu’ di cosi non si puo’ chiedere! E pensare che accanto a me, 5-6 seggiolini di distanza, un’intero settore continuava ad incitare il Watford come nulla fosse, sempre guardando la partita e mai voltandosi verso i rivali…

Anche stavolta il tempo passa veloce… come sempre viviamo giornate intense, da veri turisti non solo pallonari. Fra musei, attrazioni e tanto altro… con le lacrimucce agli occhi torniamo nuovamente a casa, abbandonando quell’odore appetitoso di hotdogs cotti per strada … meglio cosi, spaghetti arriviamo!

 

Agosto – Settembre 1999

Al momento resta il mio ultimo viaggio in terra britannica, sicuramente il piu’ avventuroso. Il solito amico di corrispondenza e scambi cartoline stadio, in occasione della sua 1000a partita vista (si proprio mille!) m’invita a salire a Birmingham. Stretto scambio di corrispondenza (allora niente PC!) e alla fine mi decido a partire solitario! Dopo 15 giorni passati a Rodi, 2 giorni di riposo e nel tripudio familiare (in negativo…) volo nuovamente su Stanstead. Un giorno a Londra a gironzolare, poi il 27 agosto mi trasferisco in treno a Northampton nel pomeriggio, dove Colin mi aspetta (nessuno di noi due aveva le rispettive foto ma ci si trovo’ subito) e in pochi minuti siamo al SixField stadium di Northampton per la sfida fra i locali ed il Lincoln City, fra gli ospiti. 5.104 paganti in uno stadio nuovo, con 4 tribune coperte, terreno perfetto e il cartello che se tifosi ospiti fossero stati scoperti nei settori locali sarebbero stati espulsi dallo stadio!

La gara termina 1-0, ma come sempre resto estasiato piu’ che dalla partita dal guardare le tribune, e pensare, pensare…

Successivamente ci trasferiamo a Birmingham, appena fuori citta’. Il mio inglese sembra vacillare all’inizio, forse per l’emozione di trovarmi di fronte ad un inglese vero, poi mi adeguo e con qualche risata riesco tranquillamente a dialogare con tutti! Tutti chi direte? Il giorno dopo Northampton sono nella Press Area dell’Aston Villa, nella vecchia demolita Trinity Road Stand con blocco e penna! Infatti Colin e’ corrispondente per Aston Villa e W.B.A. di un quotidiano britannico dove saltuariamente scrive. La visione del campo e’ eccellente, sono 28.728 gli spettatori per il gol di Dublin che da’ la vittoria al Villa sui Boro.

Diventanto per esigenza giornalista free-lance per una rivista italiana, continuo a scrivere… Non mancano, nell’intervallo, te’ e pasticcini con tutti gli altri. Ovviamente a 25 anni ero il piu’ giovane “infiltrato”!

Alla fine della partita mi trovo poi in sala stampa davanti a Bobby Robson! L’emozione (ma anche la paura di non essere chiaro..) mi bloccano e non riesco a fargli la domandina!

Rimaniamo per un’altra oretta nello stadio, il tempo di dettare gli articoli al giornale, e poi usciamo.

Tardo pomeriggio, Colin acquista un quotidiano. Come sempre gli do’ un’occhiata, e leggo. Trovo poi l’articolo su Villa-Boro 1-0. Villa-Boro 1-0???? Dopo poco piu’ di 90 minuti dal termine nell’inserto di un quotidiano locale c’erano partite e commenti dell’area Birmingham-Coventry-Wolverhampton!! Favoloso!

La sera a spasso per il centro cittadino, poi il fuggi fuggi generale perche’ alle 22:00 locali c’e’ il famoso “Match of the Day”, praticamente il Novantesimo Minuto d’Oltremanica. Trasmissione sobria, molte immagini, un po’ d’interviste, niente moviole e toni pacati. Altro mondo!

Il giorno successivo (non perdete il conto: guardero’ 5 partite in 4 giorni…) ci rechiamo “north of the border”, destinazione Sunderland. Nel tragitto attraverso la foresta di Sherwood (si, esiste!) ci fermiamo a fotografare da sopra una cava di carbone in disuso il WestField Lane, stadietto non-league.

Sunderland: come sempre gironzoliamo attorno allo stadio prima di entrare: Colin ha acquistato i biglietti con carta di credito, e la societa’ li ha spediti 3 giorni prima della partita con posta ordinaria! Non voglio  pensare se lo facessero in Italia… Cosa simpatica da dirvi e’ che lo sponsor del Sunderland, Reg Vardy, non e’ altro che un concessionario di automobili: il fatto e’ che tutta Sunderland e dintorni ne e’ piena!

Emotivamente Sunderland-Coventry, finita poi 1-1 davanti a 39.427 spettatori, e’ la partita dove ho trovato la migliore atmosfera, cori continui e ben oltre meta’ dei locali indossava la maglia ufficiale!

Ritorno a Birmingham a notte inoltrata, limiti di velocita’ e una certa calma non ci mettono fretta del meritato riposo.

Ovviamente penserete che anche il giorno dopo c’e’ una partita: sbagliato, ce ne sono 2! Sempre a Birmingham. Primo pomeriggio sono nuovamente in tribuna stampa, stavolta nella tana del West Bromwich Albion, contro il Fulham, seguito da un discreto numero di tifosi. Il fatto d’essere italiano stavolta mi aiuta in quanto in tanti mi chiedono di Enzo Maresca, giocatore del W.B.A.! Risultato? Uno squallido 0-0 ( 17.120).

Alle 7.00 pm appuntamento vicino casa, per Sutton Coldfield Town – Stourbridge! E’ qui e’ veramente calcio non league, tribuna vecchiotta con tetto e sedili in legno, spogliatoi sotto, 4 lampioni ai lati, e 2-3 gradoni (terraces) attorno al campo. Adiacente una porta la Club House. Ingresso Sterline 4! Sempre per la cultura britannica grande ruolo e’ dato agli spettatori, e qui sono ben 221. Si parla di Dr.Martens West League, tanto per darvi una idea e’ l’equivalente dell’ottava serie… Il risultato e’ un altro 1-0, stavolta per gli ospiti, seguiti da una decina di persone.

Non c’e’ che dire: 5 partite viste e 5 gol. Che fortuna!

Nei giorni seguenti, a dir pochi, sono costretto a scegliere fra Liverpool o Manchester. Vista la passione per gli Oasis scelgo la seconda. Parto di prima mattina in treno, sempre solitario. Arrivo nel centro di Manchester, passo anche da SportPages che qui e’ piu’ grande della versione londinese. Il centro e’ pulito e molto vivo anche di prima mattina. Scelgo per comodita’ di andare alla Maine Road, visto che trovo rapidamente la fermata dei bus. Arrivo in piena periferia, nulla di particolarmente elegante. Attorno allo stadio una serie uguale di case a 2 piani che circondano lo stadio, bambini che giocano. “Che fortuna abitare accanto allo stadio…” Riesco ad intrufolarmi dentro, qualche foto ma poi vengo allontanato per chissa’ quale motivo. Passo dal Club Shop dove tutto e’ in tema Oasis-Manchester City.

“Till a Die” Fino alla morte, Manchester City Football Club.

Riprendo l’autobus per tornare in centro. C’e’ da  raggiungere Old Trafford, e con la metropolitana di superficie e’ veramente un gioco arrivarvi. Scendo in prossimita’ di un altro Old Trafford, lo stadio del Cricket. Camminando piano piano all’orizzonte sbuca fuori la maestosita’ del Theatre of Dreams, e mai piu’ soprannome fu adeguato. Sono in corso i lavori di costruzione di una nuova tribuna sopra una delle Curve. E nonostante cio’ la parte sottostante non viene chiusa! Mi reco subito all’entrata per partecipare al Tour, e fortunatamente arrivo quando era libero l’ultimo posto della giornata. A differenza di Wembley qui sono l’unico italiano, ci sono un sacco di bambini e bambine accompagnati dai genitori. Spogliatoi, sale varie, ma quello che aspetto e’ di veder lo stadio dal vivo. E la visione e’ magnifica! La guida racconta i segreti dello stadio, ma io son preso dal vedere le tribune, il campo, la maestosita’ di questo stadio. E’ difficile raccontarlo cercando di trasmettere le emozioni provate. Mi fermo qui. Fateci un salto! Dentro ancora c’e’ un museo da visitare, bar e postazioni multimediali, tutto Red Devils,il Club Shop sembra un supermercato…

Il giorno dopo faccio i bagagli, ultimi 2 giorni a Londra in solitaria. Mi decido finalmente a metter piede nel tempio della Palla Ovale, il Rugby Union Ground a Twickenham. Passo alcune ore nel museo del rugby, leggendo praticamente tutto. Altro giro turistico, la guida a differenza dell’Old Trafford ci fa visitare tutte le tribune da livelli diversi. Anche qui il solo immaginare di essere uno dei 75.000 spettatori abituali durante il Sei Nazioni e i grandi Test-Match mi fa’ pensare che un giorno ci saro anche io…

Settembre 1999: manco ormai da un bel pezzo… Sara’ il caso di provvedere?

Ho cercato di raccontare in maniera veloce e simpatica i miei 4 viaggi, tralasciando particolari “tecnici”, cercando di rendere il testo scorrevole. Spero d’averlo fatto nella maniera migliore!

 

Febbraio 2007

Oltre 7 anni. Da tanto manco da Londra. Torniamo, stavolta, perche’ mi faccio travolgere dalla passione per il rugby, che ho da anni, che ho coltivato al Flaminio di Roma e che ora diventa internazionale!

Il viaggio diventa realta’ il 6 Maggio 2006, appena ho il calendario del Six Nations 2007. Io e mio fratello, come nel 1996. Volo RyanAir Pisa-Stanstead a Euro 115,00; trasferimento da Stanstead a Liverpool Street per £19,00 andata e ritorno; albergo, il solito, Royal National Hotel, a 121 Euro per 3 notti e 3 days travel card per £20,10.

A settembre acquistiamo i biglietti per Inghilterra-Italia, 10 Febbraio 2007. Nel frattempo viene completata la nuova South Stand. Seguiamo i test matches di novembre, e piano piano il tempo scorre.

Nel frattempo Sky “mi sposta” Arsenal-Wigan di Premier League la domenica, l’11 Febbraio. Decine di mail all’Arsenal, liste d’attesa enormi. Colpo di genio: se non mi fa’ entrare l’Arsenal, mi fara’ entrare il Wigan. E cosi e’! £32,00 di biglietto, carta di credito, e dopo 2 biglietti per il Six Nations, ecco 2 biglietti per l’Emirates Stadium. Si preannunciano, e lo saranno, 2 grandi giornate!

Ed eccoci dunque! Dopo aver passato il venerdi 9 Febbraio a giro per una delle piu’ belle citta’ del mondo, arriva il giorno del grande Rugby.

Prima di recarci a Twickenham ci fermiamo a Stamford Bridge per lo shop.E’ presto, ma c’e’ gia’ movimento per Chelsea-Middlesbrough. Non dimenticate questo fatto, tornera’ d’attualita’ a fine racconto…

Ripartiamo da Fulham Broadway, direzione Richmond. Dal primo mattino Londra brulica di tifosi. E’ splendido!

Fuori dalla fermata della metropolitana ci sono gli autobus, ma decidiamo di farla a piedi. Ricordavo lo stadio piu’ vicino, infatti ci facciamo 2 miglia a piedi con la bandiera dell’Italia addosso, ragionando un po’ con tutti!

Man mano che ci avviciniamo aumenta l’adrenalina. Ad un tratto, entrati nel borgo abitato, la South Stand di Twickenham, o meglio, del Rugby Union Ground, in tutta la sua maestosita’ ma anche incompleta: e’ ancora scoperta ed esternamente deve essere terminato un hotel, uffici, sale congressi…

Facciamo il giro dello stadio. Acquisto il programma della partita, e mi trovo davanti il mito “Diego Dominguez”! In una mano il programma, nell’altra la macchina fotografica, ed ovviamente non mi viene in mente ne’ di farmi fare un’autografo ne’ di farsi una foto insieme! Risata collettiva al mio “Ti amo, ti voglio bene!”

Passiamo dallo shop, e decidiamo d’entrare. Upper Tier, siamo nel corner fra North Stand e West Stand. Dopo la lunga scalinata, entrare a Twickenham e’ qualcosa che si racconta male… Lo stadio e’ praticamente vuoto, con i suoi seggiolini verdi, nonostante i 30 minuti al calcio d’inizio. Sopra di noi passano gli aerei in partenza da Heathrow, poco distante.

Musica a tutto volume, pubblicita’ della Guinness sui 2 jumbo screens. In poco tempo 82,000 spettatori riempiono il tempio del rugby mondiale. Stimo la presenza italiana in 3000/4000 unita’. Il nostro inno e’ cantato a squarciagola con la ns. bandiera tricolore, maglia Kappa dell’Italia per me, maglia Kappa Prato per mio fratello, fra gli applausi di tutto lo stadio.

“God Save the Queen”, che vi devo dire? E’ un brivido che ti scorre dentro!

“Di tacco Johnny!” urla uno di noi, fra l’ilarita’ dei tifosi italiani all’ennesimo calcio di Wilkinson.

La partita e’ intensa, la meta di Scanavacca, dopo un grande gioco di squadra, ci fa’ esultare a piu’ non posso fra i complimenti dei tifosi inglesi vicini, cosa che si ripetera’ a fine partita! Finira’ 20-7 per l’Inghilterra, Troncon e’ il Man of The Match.

Andando via, per andare a prendere gli autobus per Richmond (tutti in fila, nessuno che fa’ il furbo…), mi volto varie volte. Tornero’!

Le mie parole non renderanno mai l’idea di cosa sia il Rugby, la cultura, il rispetto. E’ un altro mondo. Che invidio.

Prossima tappa? Direi Dublino 2008!

Una volta tornati a Londra, incontriamo il mio amico Mick, tifoso dell’Arsenal, che mi consegna i 2 biglietti per il giorno dopo, dato che il box office del Wigan non spediva all’estero ci ha pensato lui! Dopo 4 ore di pub ci dividiamo.

La domenica dunque e’ dedicata al Football. Russell Square – Arsenal sono 9 minuti. La metropolitana e’ colorata di rosso Arsenal! Una volta usciti dalla fermata, passiamo a vedere cosa e’ rimasto di Highbury, ovvero nulla! E’ tutto demolito, sono in piedi solo i muri esterni di East e West Stand. Diventera’ un condominio, con giardino…

Torniamo indietro, prendiamo il classico hot dog con cipolle per £2,80 e andiamo all’Emirates. Praticamente la distanza dalla fermata al nuovo stadio e’ la stessa anche confrontata con Highbury. L’Emirates e’ maestoso, pieno di vetrate, segno dei vari punti di ristorazione.

Passiamo dal Club Shop. Proseguiamo fino al Drayton Park Pub dove prendiamo l’ancor piu’ classica birra! Scopro poi che quello e’ il pub dove i tifosi ospiti sono piu’ benvenuti che mai! Si trova di fronte alle lettere in cemento che formano la parola Arsenal, dalla metro il punto piu’ distante, il secondo ponte per intenderci!

E’ il momento di entrare. Gli stewards sono gentilissimi. Una volta al gate del settore ospiti, il solito punto di ristorazione. Proseguiamo. Si intravedono i seggiolini rossi. Non e’ uno stadio, e’ un teatro! Il posto e’ buono, 14° fila all’altezza dell’aerea di rigore. Due Jumbo screen rilanciano musica ed immagini a tutto volume. Come consuetudine, 20 minuti prima del k.o., per le 16:00 locali, lo stadio e’ pieno per 1/5.

Al calcio d’inizio saranno 60.049 gli spettatori! Non c’e’ astio fra le tifoserie, ognuno pensa per la sua squadra, si ride e ci si diverte.

Segna Landzaat per il Wigan e veniamo contagiati dal delirio della festa! Henry non e’ in gran giornata, palo del Wigan e poi probabile rigore negato… Il finale e’ da brividi: in 5 minuti un’autorete e Rosisky ribaltano il risultato. I 2 boati sono favolosi, sembrano non terminare mai…

Finira’ 2-1. Anche qui e’ finita. I jumbo screen visualizzano gli highlights. Usciamo, imbocchiamo la fila per la metro, nessuno la salta…

Due giorni dedicati allo sport veramente fantastici!

Sabato 17 Febbraio. Ricordate Stamford Bridge? Seduto in poltrona guardo Dribbling su RaiDue alle 13:30. C’e’ un servizio sugli stewards britannici. Immagini anche dalla casa del Chelsea. Ad un certo punto si apre una porta (che risultera’ essere quella del club shop) e usciamo io e mio fratello! Non potevo immaginare che la telecamera di fronte a me fosse di RaiDue!

Ed anche il 5° viaggio e’ terminato.

 

Febbraio 2008

Con notevole anticipo, stavolta ci muoviamo in 9! E’ una trasferta “aziendale”, anche i miei titolari sono rapiti dal fascino del Sei Nazioni.

I partecipanti: Io, mio fratello Stefano,Marco,Gianni,Massimo,Filippo,Pierluigi,Ronnj e anche un “locale”, Desmond. Si, si va’ in Irlanda!

La partenza e’ classica, RyanAir da Pisa, il 1 Febbraio 2008. Sbarchiamo a Dublino in serata, il tempo di cercare un locale per mangiare, girarne diversi per le rituali bevute e passare la notte.

Li si aggiungera’ anche Mick da Newcastle, un’amico. Ma il pensiero e’ tutto per sabato 2 Febbraio 2008. Croke Park, gara inaugurale del Sei Nazioni 2008! L’inizio e’ alle ore 14:00, siamo nella Hogan Stand Upper Tier. Praticamente di fianco alla tribuna stampa, la visione e’ magnifica. Foto di rito, inni nazionali (compreso i 2 irlandesi), la partita, tutto scorre in maniera splendida.

Tutto favoloso, dall’arrivo, l’acquisto del programma, quattro parole con i tanti tifosi (5500 sono gli italiani, secondo la FIR),

L’atmosfera non e’ raccontabile, bisogna essere li, in uno stadio storico.

La sera e’ tutta una festa, la domenica una flebile pioggia scandisce il ritorno a casa in tarda nottata.

 

27 Febbraio - 2 Marzo 2009

Ci siamo, si riparte! Venerdi 27 Febbraio, siamo in 10! Partenza come al solito da Pisa, con RyanAir, arrivo a Stanstead, 2 ore d'attesa e poi con EasyJet all'ora di pranzo siamo ad Edinburgh! Giornata con meteo alterno, non piove, e non e' neanche freddo. Nel tragitto dall'aereoporto al centro citta' si erge maestoso il Murrayfield Stadium, dove andremo dopo poche ore per il ritiro dei 10 biglietti, East Stand Upper Tier, nonche' per il consueto shop con razzia di portachiavi a forma di pallone da rugby!

La citta' e' molto carina, l'albergo centralissimo, tutto perfetto. La mattina dopo incrocio un pub con lo striscione "Free Pint for every Scotland win!" M'auguro, al ritorno, di pagare... Prima dell'atteso match mi raggiunge Mick da Newcastle, amico di vecchia data, e con lui andiamo all'Easter Road, vivace e caratterisco stadio casa dei biancoverdi Hibernian, dove grazie ad alcuni acquisti allo shop ci viene dato il permesso di entrare per alcune foto. A pochi passi dallo stadio il caratterisco negozietto pieno all'inverosimile di programmi!

Ma il Sei Nazioni attende! Apparte le gare interne al Flaminio, e' la terza partita esterna della mia storia dopo London Twickenham RFU Ground e Dublin Croke Park. Arrivo non molto in anticipo come di consueto, scendiamo molto prima e facciamo un lungo tragitto a piedi, circondati da festanti scozzesi e rumorosi italiani. Entro e come al solito lo stadio e' vuoto, e come al solito si riempira' magicamente solo pochi minuti prima del K.O. L'anello alto e' tutto aperto, si puo' dunque girare tutto, senza limitazioni. I posti a sedere, circa 67500, si riempiranno per 51039 spettatori.

L'atmosfera e' come sempre magica, l'inno scozzese e' accompagnato per la prima parte dalla banda, poi solo voce, qualcosa di veramente emozionante, cosi come il precedente ingresso delle squadra in campo. Sulla partita, beh, poco da dire, 26-6, siamo gli "Happy Losers" ma festeggiamo comunque! Da segnalare che il secondo tempo lo vediamo dalla linea dei 22, ma dalla tribuna bassa, a pochi metri dal campo di gioco, vantaggio dei posti invenduti, anche se avrei preferito il tutto esaurito.

Al termine del match salto al Tynecastle Stadium, casa degli Hearts of Midlothian, ma e' tutto chiuso, complice il fatto che e' giornata di campionato e la gara e' in trasferta, mentre all'Easter Road gli Hibs hanno giocato in simultanea con il rugby.

La domenica trasferimento a Glasgow in 6: dopo la partita 2 sono tornati in Italia, mentre la domenica altri 2 sono volati a Londra. I magnifici 6 rimasti incontrano Mr. Moran, persona cordialissima che in auto c'accompagnera' prima ad Hampden Park, il tempio della Nazionale Scozzese, dove affrontiamo il tour, e successivamente al Celtic Park, sempre con relativo tour. Poco da commentare, stadi bellissimi, sensazioni forti poter vivere una partita in questi templi. Sfortunatamente in questo weekend scozzese tutte le gare sono state disputate il sabato, dunque nessuna partita di calcio a contorno... Fra Hampden e Celtic, sosta al Cathkin Park, former ground del Third Lanark, sede di finali di Scottish Cup e gare della Nazionale, non piu' utilizzato dal 1967, ma la cui prima gara risale al lontano 1884... da notare i classici "terraces", gli scalini dove stare ritti che sono larghi praticamente per la sola lunghezza del piede! Un po' di stanchezza c'impone di tornare in centro, saltando Ibrox Park,per poi recarsi in bus a Prestwick, dove la mattina dopo voleremo a Londra.

Londra, come al solito, e' splendida, tant'e' che sono stato piu' volte qui che a Roma o Milano, per esempio. Il tempo, anche per quest'ultimo dei 4 giorni, e' buono. Il tempo d'atterrare nuovamente a Stanstead, e mi reco a Wembley, stavolta il nuovo, mentre nel vecchio ero gia' stato nel 1996. Fermata Olympic Park. E' li splendido, maestoso, l'arco. Dentro e' qualcosa di meraviglioso! 90000 posti, sembra anche piu' piccolo di come lo immaginavo! Non oso immaginare il "God Save the Queen"... Ed anche per questa volta abbiamo finito, 4 giorni stupendi, ed un nuovo obiettivo...

 

19 - 21 Febbraio 2010

Cardiff ! A breve il resoconto, intanto le foto!

Millenium Stadium

Arms Park

Cardiff City Stadium

 

European Tour... dal 1992 in viaggio..